VALLY PUGLIAIPOTESI PROGRAMMATICHE. PUGLIESI E NAZIONALI

Ricapitoliamo: a Bari, a Taranto o in qualunque altro luogo possa nascere la Hydrogen Valley pugliese, anche in seguito alla soluzione della questione ex Ilva, avremo la possibilità di disporre di quantità crescenti di idrogeno, soprattutto verde.

Questa disponibilità, insieme a specifici impianti termochimici e a catalizzatori progettati ad hoc, potrà alimentare una vera e propria “cucina energetica”, capace di produrre progressivamente SAF per l’aviazione, diesel sintetico, e-gasoline ed e-metano.

La produzione potrà essere distribuita tra diversi poli strategici, collocati lungo i corridoi TEN-T della penisola e in prossimità dei principali bacini di utenza: aeroporti, porti, interporti e infrastrutture stradali e ferroviarie.

Non si tratterà soltanto di costruire nuovi impianti. Sarà necessario mettere in comune competenze scientifiche, capacità progettuali, risorse finanziarie, infrastrutture e domanda energetica. La Hydrogen Valley dovrà quindi diventare un sistema cooperativo, nel quale università, imprese, istituzioni e grandi utilizzatori lavorino lungo un’unica filiera.

È certamente un programma complesso. Tuttavia, la sua redditività nel breve e medio periodo può essere sostenuta dalla crescente domanda di combustibili a basse emissioni, dalla presenza di grandi utilizzatori e dalla progressiva evoluzione delle politiche europee per la decarbonizzazione.

La Puglia possiede l’energia, la posizione geografica, le infrastrutture e la cultura industriale necessarie per provarci. L’obiettivo è trasformare queste risorse in stabilità finanziaria, sviluppo economico e innovazione ambientale di frontiera.

Author: Saverio Massari