Un prudente e consapevole passaggio verso un’Acciaieria d’Italia finalmente decarbonizzata richiede, oltre alla presenza diretta di player industriali affidabili, anche una coerente mobilitazione dell’intero sistema pubblico regionale.
La Puglia dispone infatti di strumenti strategici fondamentali: da PugliaSviluppo, centrale nella gestione dei fondi JTF, all’ARTI, capace di catalizzare tecnologie, competenze e relazioni industriali maturate anche in altri contesti, orientandole verso la costruzione di una nuova eco-fabbrica.
Un modello industriale che deve essere chiaramente indirizzato verso l’impiego massivo dell’idrogeno e la progressiva riduzione dell’impronta fossile storica dell’ex ILVA, in un percorso strutturato, sostenibile e credibile nel medio-lungo periodo.
Ritengo opportuno precisare di non avere alcun ruolo di consulenza o incarico contrattuale con autorità pubbliche, né con il Governo né con la Regione Puglia, in relazione alle questioni legate all’ILVA. Le mie valutazioni derivano esclusivamente da una conoscenza diretta e consolidata nel tempo, maturata fin dagli anni in cui ho operato all’interno degli impianti come ingegnere elettronico e informatico, fino alle più recenti e dolorose vicende legate agli incidenti mortali che hanno interessato il sito di Taranto
